Trusted Computing

Voglio costruire questa pagina con l’intento di informare il popolo informatico, nonostante i numerosi portali già presenti, sul Trusted Computing, pericolosa iniziativa che sta prendendo piede oramai da un po di tempo. Ma cos’è il TC (Trusted Computing)?
Il Trusted Computing (informatica fidata), è un insieme di componenti hardware-software e di specifiche che dovrebbero rendere i computer di prossima generazione più ’sicuri’. Il TC è promosso dal consorzio TCG (Trusted Computing Group), composto dalle principali compagnie informatiche internazionali. In sostanza, grazie a questo sistema, i computer potrebbero consentire soltanto l’accesso o l’esecuzione di software specificamente autorizzato.
Secondo Richard Stallman, informatico di fama mondiale, «In passato si sono avuti problemi isolati per via di queste caratteristiche. Il trusted computing renderà tali fenomeni pervasivi. Un nome più appropriato potrebbe essere treacherous computing (informatica infìda), proprio perché il progetto è quello di far sì che i computer disattendano sistematicamente le istruzioni del proprietario».

Le specifiche derivano da quelle del Trusted Computing Platform Alliance (TCPA) e sono redatte dal Trusted Computing Group (TCG), un’organizzazione di cui fanno parte praticamente tutte le grandi aziende informatiche (AMD, hp, IBM, Intel, Microsoft, Sun) ed alla quale aderiscono molte altre aziende, tra le quali le major dell’entertainment (produttori/distributori di contenuti multimediali: film, musica, …).
Il cuore dell’architettura TC è il Trusted Platform Module (TPM), un chip identificato univocamente da un coppia di chiavi asimmetriche, l’Endorsement Key (EK), che è in grado di realizzare le operazioni suddette effettuando la cifratura delle informazioni (con algoritmo RSA), firme digitali e generando automaticamente le Attestation Identity Key (AIK) cioè chiavi per il meccanismo di attestazione remota. Al momento il TPM viene saldato sulla scheda madre, ma a breve verrà integrato all’interno delle CPU, cioè nei microprocessori.
Il TC, comunque, non riguarda soltanto i computer, ma tutti i dispositivi digitali: cellulari, lettori DVD, lettori MP3, …

Il TC ha bisogno dell’hardware e del software opportuni per mettere in atto le sue funzionalità in maniera tale che il sistema che ne risulta, dall’avvio del BIOS, sia considerato trusted.
Ovvero un PC dotato di hardware TC-compliant, BIOS TC-compliant e sistema operativo TC-compliant potrebbe essere in uno stato trusted. Se manca anche uno solo di questi elementi, oppure il proprietario disabilita certe funzionalità TC (secondo quanto espresso dalle specifiche del TCG) il sistema non sarà in uno stato trusted. Non è ancora ben chiaro in che modo un software venga riconosciuto trusted da un sistema in stato trusted.
Un sistema in stato trusted permetterà l’esecuzione anche di software non trusted, ma per certe operazioni sarà necessario che il software sia riconosciuto come trusted, altrimenti tali operazioni non saranno permesse. È il software (trusted) che effettua le chiamate a certe routine di sistema per verificare se il sistema si trova in stato trusted e quindi in caso affermativo effettua determinate operazioni.
Su un sistema non trusted, il software realizzato per utilizzare la tecnologia TC potrebbe rifiutarsi di funzionare. Se quello in questione è software libero, si può tranquillamente modificare per renderlo funzionante anche su un sistema non trusted. Ovviamente tale versione non funzionerà più a dovere sui sistemi trusted (non accederà più ai file che necessitano funzionalità TC).
Il software libero, o open source, potrebbe risultarne danneggiato al punto che potrebbe non essere possibile utilizzarlo sui sistemi TC, anche per il fatto che l’utilizzo di determinati meccanismi potrebbe essere coperto da brevetto industriale. Questo dipende molto dall’implementazione hardware e software delle specifiche del TCG.

Tecnicamente, con il TC è possibile controllare il comportamento dei sistemi anche da remoto. Da quanto risulta dall’analisi effettuata da esperti nel settore informatico come Anderson, Schneier, Schoen e Stallman, i produttori hardware o software, che implementano la tecnologia TC, potrebbero utilizzare questo sistema di controllo per realizzare le seguenti operazioni: violazione della privacy, censura dei contenuti digitali, comportamente anti-competitivo dei produttori, fidelizzazione forzata dell’utente, attuazione dei meccanismi di DRM.
Praticamente, in questo modo, il controllo del sistema passerà dal suo legittimo proprietario ai produttori e l’utente verrà considerato alla stregua di un “virus” dal quale il sistema deve difendersi.

Un altro problema è la connettività: man mano che le macchine collegate ad Internet diverranno TC-compliant, non sarà più possibile collegarsi ad esse con sistemi non trusted (per via della attestazione remota) oppure i provider stessi potranno rifiutarsi di concedere l’accesso alla rete ai sistemi non trusted.
Le specifiche TCG danno solo delle linee guida ma lasciano la libera implementazione dei meccanismi ai produttori hardware/software; le specifiche TCG indicano un insieme di funzionalità di base che il produttore può liberamente ampliare. Per di più non è del tutto ben chiaro quale sarà il comportamento dell’architettura TC.
Rimane comunque da chiarire chi stabilirà cosa deve essere considerato un virus o malware in generale, rispetto al software “buono”. Un’entità esterna, come viene proposto con il TC, non può stabilire quali siano i software ritenuti non buoni per il proprietario di un sistema, ma è il proprietario stesso che deve poter prendere decisioni in merito. È probabile che il passaggio completo alla tecnologia TC avverrà in maniera graduale, in modo da abituare gli utenti a questa nuova realtà. Quindi è possibile che in un primo momento l’utente medio non riesca ad accorgersi subito della differenza tra i sistemi TC-compliant e quelli senza TC, ma pian piano potrebbe non riuscire più a vedere il proprio filmino girato durante le vacanze, ad ascoltare dei propri file audio, a collegarsi a certi siti web, …

Info e Link:

- Le informazioni di cui sopra sono state tratte dal sito di riferimento italiano: no1984.org
- Il Volantino per la sensibilizzazione
- Il filmato illustrativo è disponibile qui, in vari formati e dimensioni
- La lista dei computer contenenti il chip fritz
- Il portale internazionale contro il TCPA

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"I am not able to use any MS Windows Operating Systems and I do not want to learn how to do it. It is too counterintuitive and complicate. I was told that you must find under a "start" button the way to "stop" the computer." (Renzo Davoli)

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