Una qualche settimana fa mi arriva la proposta da parte di un compagno di corso (Martins ndr), in cui un istituto di sondaggi, sta cercando ragazzi per effettuare le proiezioni elettorali per le elezioni politiche del 13 e 14 Aprile 2008. Mi informo e così ottengo questo lavoro. Partecipo al briefing in cui viene spiegato minuziosamente cosa si deve fare per prelevare e poi trasmettere i dati, pretendono un’assoluta precisione e velocità (e c’è da capirli pensando a ciò che è successo con i sondaggi/exit-pool nel 2006).

Arriva lunedì 14, il giorno delle proiezioni.

Mi reco alla sezione elettorale, assegnatami tra quelle campione, verso le 12.30; tralasciando i giri a vuoto per il paese cercando una scuola elementare, entro e cerco la sezione. Arrivato in prossimità dell’aula noto un certo movimento sulla soglia, nell’avvicinarmi sento un “Eccolo! È arrivato, presidente!”. Entro in sezione e mi presento al presidente (in realtà presidentessa, essendo donna):

io: Salve, è stata informata del mio arrivo?

PS (Presidente Sezione): Buongiorno. Si, può spiegarmi brevemente in cosa consiste la sua attività?

io: Certo, in pratica devo raccogliere i primi 150 voti estratti singolarmente (per quanto riguarda il Senato) e comunicarli, dopodichè attendere i voti definitivi e comunicarli.

PS: Ah, ok, perfetto.

io: La procedura va ripetuta per la Camera con un numero di 200 schede anzichè 150.

PS: Unica cosa che le devo dire, è che noi estrarremo a caso le schede.

io: Nessun problema. Unica cosa che le chiedo ora è il numero degli iscritti alla Camera e al Senato.

PS: Si, certamente.

Presi i dati richiesti, esco dalla sezione per ripresentarmi alle 15:00, ora di inizio spoglio dei voti. Alle 13:45 comunico i dati degli iscritti.

Fortuna vuole che incontro un’amica con cui riesco a passare velocemente due ore (avevo già previsto di gironzolare a caso per tutto l’istituto senza meta).

Vengo soprannominato “Il Ramingo Solitario” per la mia presenza continua davanti alle sezioni in attesa dell’ora dello scrutinio.

Neanche a dirlo la gente continua ad arrivare a votare a 30 minuti prima della chiusura, a 15 minuti, a 10 minuti e a 5 minuti. Non hanno avuto abbastanza tempo?

Suona la campana, ore 15:00.

Tutti dentro, si comincia. Gli scrutatori cominciano con il verbalizzare i votanti e a separare i moduli da riconsegnare. Finito questo, si prende lo scatolone del Senato della Repubblica; tolti i sigilli si apre il coperchio.

Tutti pronti? OK!

Via con le crocette sia io che il segretario di seggio, con un’unica differenza: io mi fermo a 150 schede scrutinate, lui se le fa tutte 900 e passa. A turno i rappresentanti di lista (3 presenti: PD, PDL, La Sinistra l’Arcobaleno) vengono a controllare come sta andando lo spoglio, guardando direttamente le mie corcette. Fatte le prime 150 schede, esco dall’aula e comunico i dati. Al mio rientro so che dovrò attendere circa un’ora per finire il Senato, mi metto comodo sulla sedia in attesa di comunicare anche i dati definitivi.

La procedura di ripete anche per la Camera nella stessa maniera.

Inutile esprimere tutta la mia solidarietà, al ragazzo che faceva le crocette sul foglio ufficiale di assegnazione voti. Un lavoraccio.

Alcuni episodi curiosi si sono svolti quando vedendo il mio cartellino appeso alla giacca con su scritto “Rilevatore Proiezioni Elettorali 2008″, membri del seggio e carabinieri (si , anche loro), credendo forse di avere a che fare con una divinità che sapeva tutto sull’andamento delle proiezioni nazionali, erano sempre a chiedere aggiornamenti nazionali, non capendo però che avevo solo quelli del seggio a cui ero stato assegnato.

L’aria all’interno era abbastanza distesa, il PD raddoppiava quasi il PDL in voti.. non si sapeva ancora cosa stava accadendo fuori.

Ore 19:30, esco dalla sezione e dalla scuola elementare. Gambe inesistenti dal gran che sentivo male, però tutto sommato, un’esperienza che rifarei subito.